IGNITOR – reattore sperimentale a fusione – avanzamento del progetto

13 novembre 2010

Nuovo impulso alla realizzazione del progetto ideato nel 1977 (!!!) e voluto con tenacia dal Professor Bruno Coppi del  Massachusetts Institute of Technology ; lo scorso 26 aprile 2010 il Presidente del Consiglio italiano ha firmato un memorandum d’intesa con il Primo Ministro russo nel quale viene sancita la collaborazione dell’Italia con la Russia per la realizzazione di un prototipo di IGNITOR sul suolo russo.

si può leggere l’articolo del 10 maggio scorso sul sito del MIT:

http://web.mit.edu/newsoffice/2010/fusion-ignition-0510.html

IGNITOR è il nome di un progetto per un reattore sperimentale a fusione nucleare con confinamento magnetico, progetto sviluppato principalmente nei laboratori di Frascati dell’ENEA.

Share


ACCELERA LA FUSIONE NUCLEARE

8 ottobre 2010

Un recente articolo comparso sul sito web del Corriere della Sera, esattamente lo scorso 23 settembre, riporta le dichiarazioni del Prof. Francesco Romanelli, dal 2010 nuovo Direttore dell’European Fusion Development Agreement (EFDA).

Il Professore confida che entro dieci anni si arrivi al completamento del reattore  sperimentale a Fusione Nucleare ITER,  (International Thermonuclear Experimental Reactor) che è in costruzione in Francia, a Cadarache, grazie ad un progetto che vede insieme Europa, Stati Uniti, Cina, Russia, India, Giappone e Corea del Sud.

Tale reattore dovrà dimostrare la fattibilità della Fusione Nucleare realizzata con la sua tecnologia.

Si può leggere l’articolo al seguente link: il Professor Francesco Romanelli parla di ITER.

A riguardo, una brillante ed innovativa società italiana, la ASG Superconductors del Gruppo Malacalza di Genova, si è aggiudicata una importante commessa per realizzare dieci grandi bobine per la centrale suddetta.

L’intero articolo si può leggere su Affari & Finanza de La Repubblica del 20 settembre 2010,

ecco il link.

 

Share

 


ENERGIA DA FUSIONE – AGGIORNAMENTI

21 gennaio 2010

Torno a parlare di uno dei miei “chiodi fissi” ovvero l’energia da fusione, riportando il link dell’ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, dedicato appunto a tali ricerche:

http://www.fusione.enea.it/

Sono stati effettuati recenti esperimenti a riguardo e occorre sottolineare che  l’ENEA è fortemente impegnata nella fusione nucleare.

Come si può leggere in una sezione del sito, tali attività vengono svolte dall’ Associazione ENEA-EURATOM che, oltre al Dipartimento Fusione dell’ ENEA appena citato e all’ “EURATOM“  (sezione Energy Research del sito ufficiale della Commissione Europea), comprende:

L’Istituto di Fisica del Plasma del CNR ( Milano)

Il Politecnico di Torino (Burning Plasma Research Group)

l’Università di Catania – DIEES

l’Università di Tor Vergata (Roma)

Il Consorzio RFX (CNR di Padova)

Il Consorzio CREATE (Napoli)

Tali attività sono svolte in collaborazione con un gran numero di Istituti Universitari e laboratori di Enti di Ricerca italiani e stranieri.


MOEBIUS: LA FUSIONE NUCLARE – L’ENERGIA DEL FUTURO

11 maggio 2009

Segnalo un sito che sviluppa con un articolo di Maurizio Melis il tema – complesso – dell’Energia da Fusione nucleare in modo chiaro, sintetico e divulgativo:

MOEBIUS una rivista di scienza on line – Sponsored by Fondazione Sigma Tau;

tra le sezioni in particolare consiglio ”multiscienza”, che tra l’altro riserva un box di informazioni e link a ”Speciale Terremoto in Abruzzo”.

NB: informo infine che l’home page di questo sito ha la caratteristica di svilupparsi in orizzontale invece che in verticale, come invece avviene per la maggior parte dei siti.


BRUNO COPPI – “IGNITOR”

29 aprile 2009

BRUNO COPPI PROFESSORE AL MIT  ILLUSTRA IL PROGETTO IGNITOR

“Il futuro della Società dipende dalle minoranze creative

Arnold Toynbee (Londra, 23 agosto 1852Londra, 9 marzo 1893)

Citazione del Prof. Bruno Coppi, Professore Ordinario al MIT di Cambridge (Massachussets, USA), nel corso di una interessante intervista sull’argomento “Energia da Fusione Nucleare” a Nòva – Sole 24 Ore del 16 novembre 2007 , molto chiara e divulgativa.

Altri filmati con testimonianze del Prof. Coppi:

Ricerca di Base ed Energia da Fusione (agosto 2008)  in tre parti

(prima parte) (seconda parte) (terza parte)

ed infine (anche se un pò lunga…) la

Conferenza del 15 luglio 2008

ARTICOLI SU BRUNO COPPI ED IL PROGETTO “IGNITOR”

da il Corriere della Sera (intervista di Giovanni Caprara):

13 ottobre 2007 pag 25 (leggi)

e 16 novembre 2003 – pagina 25 (leggi)


ENERGIE ALTERNATIVE – SECONDA PARTE

22 aprile 2009


Senza ripetere il solito ritornello “il petrolio si sta esaurendo” si dovrebbero aumentare i finanziamenti nella ricerca di base relativa alla produzione di energia “alternativa”, oltre che alla captazione della stessa (cosa che sta avvenendo in diversa maniera in molti paesi industrializzati per le diverse energie rinnovabili: solare fotovoltaico, solare termico, energia marina e  maree, biomasse, idroelettrico, eccetera).

In particolare si dovrebbero incentivare i prototipi che studiano l’Energia Nucleare da Fusione, che potrebbe in futuro diventare una valida alternativa all’Energia Nucleare a Fissione, che è tanto dibattuta, sponsorizzata da alcuni e fortemente criticata da altri (soprattutto per il non risolto problema dello smaltimento o meglio confinamento a lungo termine delle scorie radioattive, per non citare il possibile impiego bellico dei reattori cosiddetti “veloci” o autofertilizzanti, che producono plutonio).

Breve premessa sull’Energia da Fusione: si tratta di fatto di “simulare il Sole” ovvero di innescare e far avvenire le stesse reazioni che si producono nelle stelle: estremamente difficili come si può immaginare, ma senz’altro risolutive per il facile approvvigionamento della “materia prima”.

In pratica, occorre “fondere”, far unire le molecole di due isotopi dell’Idrogeno (Deuterio e Trizio).

Il nucleo atomico che si forma ed il neutrone liberato hanno una massa totale minore della somma delle masse dei reagenti, con conseguente liberazione di un’elevata quantità di energia che conferisce al processo caratteristiche fortemente esotermiche: si sfrutterebbe tale reazione per produrre energia elettrica utilizzando apposite turbine.

Perchè è molto difficile riprodurre tali meccanismi? perché per fondere i nuclei, questi devono essere molto vicini e per “avvicinarli” occorre altissima pressione (altissima temperatura e/o altissima densità).

Da parecchi anni sono allo studio e in sperimentazione due diverse tecnologie:

1 – il confinamento magnetico (trai progetti ITER, DEMO e IGNITORvedi)

2 – l’innesco con laser di potenza ( significativo il progetto NIF – NATIONAL IGNITION FACILITY – vedi)

QUESTIONE ENERGETICA

– con l’energia da fusione si inizierebbe a risolvere la questione energetica (si può leggere l’interessante quadro generale redatto dal Prof. Giorgio Giacomelli – Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna); si avrebbe una maggiore facilità nell’approvvigionamento di acqua potabile (dissalatori più convenienti nelle zone aride) e  nella produzione del cibo (anche in serre nelle zone con difficoltà climatiche) con buona riduzione di tensioni internazionali e benefici per le popolazioni più povere del pianeta.

non trascurabili i positivi impatti sull’ambiente:

o si otterrebbe una drastica riduzione dell’emissione di CO2, che come è noto è il gas principale responsabile dell’effetto serra ;

o potranno diffondersi veicoli elettrici per la mobilità cittadina nella prima fase, contribuendo in maniera decisiva alla diminuzione dellinquinamento urbano ;

o potrà essere più facile riciclare i rifiuti”: tale azione sarà fattibile in quanto si potranno prevedere prodotti/imballaggi anche più “costosi” in termini energetici nella fase di produzione, ma più facilmente smaltibili);

– La paventata “guerra del Litio” (usato nelle batterie di nuova generazione, per auto soprattutto, e diffuso in zone limitatissime del pianeta – in un paio di località del Sud America, in particolare in Bolivia, che ha il 50% delle attuali riserve mondiali – dovrebbero essere scongiurate dalle celle a combustibile (Fuel Cell) che dovrebbero produrre elettricità “bruciando” direttamente l’idrogeno.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.