CUCINARE CON IL SOLE IN NEPAL

1 luglio 2009

Una buona notizia si legge su “La Repubblica delle Donne” del 20 giugno 2009: Cristiana Ceci ci descrive come un progetto dell’ONU (esattamente di una Agenzia ONU per i rifugiati, con sede in Olanda, la Netherlands Refugee Foundation ) ha fornito 2.500 “cucine solari paraboliche” – prodotte dalla Solar Cooker International , un’organizzazione no-profit statunitense – nella località di Beldanji in Nepal sud-orientale (regione del Jhapa) ai rifugiati del Bhutan  (il confine è a pochi chilometri) che sono circa 100mila.

Niente legna consumata (quindi riduzione della deforestazione), niente fatica per reperirla, niente anidride carbonica in atmosfera e cibi cotti in modo più salutare: certo è una “goccia nel mare” ma possiamo immaginare una diffusione capillare in Africa e in Asia di tale metodo di cottura e pensare a quali benefici può portare in primis alle popolazioni (che hanno imparato anche a far bollire l’acqua prima di berla!) e in secondo luogo all’ambiente. Questa dovrebbe essere  una delle iniziative che i Governi (in particolare occidentali) potrebbero seguire per aiutare concretamente al “Terzo Mondo”.

Cito inoltre un interessante blog, “Eco Alfabeta”, che affronta l’argomento e riporta a sua volta vari link a produttori di cucine solari.

 

Cucina solare


ENERGY MINISTERS MEETING 2009

25 maggio 2009

“Dobbiamo garantire la sicurezza energetica, combattere il cambiamento climatico globale causato dalle emissioni di gas a effetto serra, provenienti soprattutto dal settore energetico, promuovere la competitività delle nostre economie e garantire l’accesso alle fonti energetiche e all’elettricità a tutti coloro che, sul nostro pianeta, vivono ancora in condizioni di assoluta povertà.

… stabilire nuove forme di partnership per lo sviluppo di nuovi sistemi energetici efficienti e a basso contenuto di carbonio e lanciare un piano d’azione volto a ridurre la povertà energetica in Africa. “

Sono parole non di un militante “verde” ma del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, nell’introduzione all’evento che si è appena concluso a Roma (24 e 25 maggio 2009): speriamo che i fatti che seguiranno a tali parole siano coerenti con le intenzioni e che – tra le energie –  siano prese in massima considerazione quelle a basso impatto ambientale (il fotovoltaico in Africa… mi sembra l’ideale!! Anche se da solo certo non basta).

Per approfondimenti il sito ufficiale è il seguente:

http://www.g8energy2009.it/ita_index.shtml

 

Osservazione: ben vengano i progetti per il sequestro dell’anidride carbonica e per l’abbassamento dell’impatto ambientale del carbone, ma se uno degli obiettivi è “l’individuazione degli ostacoli che rallentano o impediscono la realizzazione dei grandi progetti energetici e frenano l’innovazione tecnologica” beh, ricordiamoci che esiste sempre il progetto sperimentale sulla fusione nucleare IGNITOR del Prof. Bruno Coppi (vedi su questo blog, e non solo, ovviamente): è sicuramente di “innovazione tecnologica” ed è sempre in attesa di finanziamenti!!

 

 

 


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