ENERGIE ALTERNATIVE – SECONDA PARTE

22 aprile 2009


Senza ripetere il solito ritornello “il petrolio si sta esaurendo” si dovrebbero aumentare i finanziamenti nella ricerca di base relativa alla produzione di energia “alternativa”, oltre che alla captazione della stessa (cosa che sta avvenendo in diversa maniera in molti paesi industrializzati per le diverse energie rinnovabili: solare fotovoltaico, solare termico, energia marina e  maree, biomasse, idroelettrico, eccetera).

In particolare si dovrebbero incentivare i prototipi che studiano l’Energia Nucleare da Fusione, che potrebbe in futuro diventare una valida alternativa all’Energia Nucleare a Fissione, che è tanto dibattuta, sponsorizzata da alcuni e fortemente criticata da altri (soprattutto per il non risolto problema dello smaltimento o meglio confinamento a lungo termine delle scorie radioattive, per non citare il possibile impiego bellico dei reattori cosiddetti “veloci” o autofertilizzanti, che producono plutonio).

Breve premessa sull’Energia da Fusione: si tratta di fatto di “simulare il Sole” ovvero di innescare e far avvenire le stesse reazioni che si producono nelle stelle: estremamente difficili come si può immaginare, ma senz’altro risolutive per il facile approvvigionamento della “materia prima”.

In pratica, occorre “fondere”, far unire le molecole di due isotopi dell’Idrogeno (Deuterio e Trizio).

Il nucleo atomico che si forma ed il neutrone liberato hanno una massa totale minore della somma delle masse dei reagenti, con conseguente liberazione di un’elevata quantità di energia che conferisce al processo caratteristiche fortemente esotermiche: si sfrutterebbe tale reazione per produrre energia elettrica utilizzando apposite turbine.

Perchè è molto difficile riprodurre tali meccanismi? perché per fondere i nuclei, questi devono essere molto vicini e per “avvicinarli” occorre altissima pressione (altissima temperatura e/o altissima densità).

Da parecchi anni sono allo studio e in sperimentazione due diverse tecnologie:

1 – il confinamento magnetico (trai progetti ITER, DEMO e IGNITORvedi)

2 – l’innesco con laser di potenza ( significativo il progetto NIF – NATIONAL IGNITION FACILITY – vedi)

QUESTIONE ENERGETICA

– con l’energia da fusione si inizierebbe a risolvere la questione energetica (si può leggere l’interessante quadro generale redatto dal Prof. Giorgio Giacomelli – Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna); si avrebbe una maggiore facilità nell’approvvigionamento di acqua potabile (dissalatori più convenienti nelle zone aride) e  nella produzione del cibo (anche in serre nelle zone con difficoltà climatiche) con buona riduzione di tensioni internazionali e benefici per le popolazioni più povere del pianeta.

non trascurabili i positivi impatti sull’ambiente:

o si otterrebbe una drastica riduzione dell’emissione di CO2, che come è noto è il gas principale responsabile dell’effetto serra ;

o potranno diffondersi veicoli elettrici per la mobilità cittadina nella prima fase, contribuendo in maniera decisiva alla diminuzione dellinquinamento urbano ;

o potrà essere più facile riciclare i rifiuti”: tale azione sarà fattibile in quanto si potranno prevedere prodotti/imballaggi anche più “costosi” in termini energetici nella fase di produzione, ma più facilmente smaltibili);

– La paventata “guerra del Litio” (usato nelle batterie di nuova generazione, per auto soprattutto, e diffuso in zone limitatissime del pianeta – in un paio di località del Sud America, in particolare in Bolivia, che ha il 50% delle attuali riserve mondiali – dovrebbero essere scongiurate dalle celle a combustibile (Fuel Cell) che dovrebbero produrre elettricità “bruciando” direttamente l’idrogeno.


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