TUTTI I MARI DEL MONDO CON IL SOLE!

4 maggio 2012

Per la prima volta nella storia della navigazione un catamarano il “Turanor” ha circumnavigato il mondo con il solo ausilio del sole! Un grande catamarano, 31 metri di lunghezza, oltre 500 metri quadri di pannelli fotovoltaici e quasi due anni per l’impresa.

il sito ufficiale è: http://www.planetsolar.org/the-boat

ulteriori informazioni si possono trovare, ad esempio, sul link dell’ANSA

ecco una foto

Share


FUNIVIE IN CITTA’? MAGARI…

1 novembre 2011

Anche se non è un articolo recente, segnalo quello comparso lunedì 20 giugno scorso a pagina 23 de La Repubblica dal titolo “Da Londra a Roma appesi ad un fili per liberarci dal traffico” scritto da Caterina Pasolini.

Segnalo anche il sito sulla “Funivia di Roma


Share


LA FOTOSINTESI ARTIFICIALE E LA PILA ALLO ZOLFO

26 aprile 2010

Segnalo due notizie che il mondo della scienza dagli USA e – una volta tanto – da Roma, ci comunica.

Direi due grandi notizie, una sulla fotosintesi artificiale ed una su un nuovo tipo di pila.

FOTOSINTESI

Un grande passo in avanti sulla fotosintesi artificiale è stato effettuato dai ricercatori del “MIT” – Massachussets Institute of Technology – che sono riusciti per la prima volta, usando un virus geneticamente modificato (M13), capace di attrarre e legare molecole di un catalizzatore (ossido di iridio) e di un pigmento biologico (porfirina - raccoglie la luce) a produrre ossigeno dalle molecole d’acqua.

Da notare che tale virus è l’elemento principale di una “batteria a Virus” risultato della ricerca della dottoressa Angela Belcher del MIT, coordinatrice dell’equipe del progetto “fotosintesi”.

Obiettivi prossimi sono: trovare un sistema simile, a base biologica, per condurre l’altra metà della reazione, ovvero quella che dà la produzione di idrogeno; (allo stadio attuale della sperimentazione gli atomi di idrogeno dell’acqua si trovano ad essere suddivisi nei loro componenti, ovvero protoni ed elettroni). Inoltre l’aumento dell’efficienza della rezione, la riduzione dei costi dei materiali e la riproducibilità della reazione sono gli altri ostacoli da superare.

Ecco il link all’articolo:

http://neoteron.ueuo.com/news/2010/04/bioingegneria-virus-m13-per-splittare-lacqua-in-idrogeno-ed-ossigeno/

comparso anche sul quotidiano “La Repubblica” il 14 aprile 2010, autore Enrico Franceschini:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/14/fotosintesi-una-foglia-artificiale-crea-la-nuova.html

PILA ALLO ZOLFO

Il Professor Bruno Scrosati, Professore emerito presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’ Università La Sapienza di Roma, annuncia un risultato molto importante sul fronte della “concentrazione” dell’energia nelle batterie. Grazie alle “nanotecnolgie”, la sua pila litio-zolfo, (già proposta in passato), è stata da lui ideata con l’anodo formato da particelle di stagno nanometrico racchiuse in una matrice di carbone, il catodo composto da solfuro di litio, sempre intrappolato da una matrice di carbone e l’elettrolita, infine, non è più una soluzione liquida, ma una membrana polimerica (un gel-polimero che somiglia ad una plastica morbida).

Risultato: 4 volte più energia di una tradizionale batteria al litio, con dimensione e pesi simili (e in un solo anno di lavoro di ricerca).

Ecco il link dell’articolo comparso su “La Repubblica” del 12 aprile 2010, a firma di Valerio Maccari.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/12/piu-potenza-maggior-durata-al-litiozolfo-la.html

ed ecco quello dell’Università:

http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/leggi.php?codice=01208


AUTO ELETTRICHE AL SALONE DI FRANCOFORTE

21 settembre 2009

Sul portale dell’ Agenzia di stampa ASCA leggo e segnalo la notizia dell’apertura del salone dell’Auto di Francoforte (17-27 settembre) all’insegna delle auto elettriche: speriamo non siano soltanto splendidi prototipi (ovvero “concept car”); si può leggere l’articolo all’interno della rubrica “auto domani“  a cura di Gian Franco Lepore Dubois

Leggi l’articolo:    AUTO ELETTRICHE A FRANCOFORTE


“FROM CONCEPT TO CAR” e “FROM PROJECT TO CITIZEN”

25 agosto 2009

LA CAMERA DI COMMERCIO DI TORINO  VINCE IL PREMIO

“BEST INTERNATIONAL PROJECT”

Kuala Pumpur – Malesia – 5 giugno 2009

Premiato al Congresso Internazionale delle Camere di Commercio il progetto della Camera di Torino From concept to Car che vince il “Best International Project” .

Il Presidente della Camera, Alessandro Barberis, ritirando il premio consegnato nell’ambito del 6° Congresso mondiale delle Camere di Commercio svoltosi da 3 al 5 giugno 2009 a Kuala Lumpur in Malesia ha dichiarato:

Al nostro progetto è stato riconosciuto il merito di aver contribuito concretamente allo sviluppo di un settore economico molto particolare come quello dell’auto, coinvolto in grandi cambiamenti internazionali, ma nello stesso tempo strategicamente legato al nostro territorio”.

Si può leggere il comunicato completo sul sito camerale all’indirizzo:

http://www.to.camcom.it/Page/t14/view_html?idp=12128

Con il supporto della Regione Piemonte (che l’ha co-finanziato fino al 2007) il progetto ha tra l’altro contribuito alla nascita in poco più di un anno della City Car Phylla, già citata in questo blog (vedi).

PHYLLA

(“foglia” in greco), è un Veicolo Urbano Multi-Ecologico e Sostenibile il cui primo test-drive si è svolto nel maggio 2008 e ha avuto come madrina Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte (vedi).

Fiat Phylla

Come si legge sul sito della Regione Piemonte

Phylla nasce grazie alla stessa Regione, Ente promotore e finanziatore, all’Environment Park che ha selezionato le tecnologie innovative, al Centro Ricerche Fiat, che ha coordinato il progetto, al Politecnico di Torino, con la collaborazione della Camera di Commercio di Torino, all’Istituto Europeo di Design IED e all’Istituto di Arte Applicata e Design IAAD, e inoltre a Novamont, Consorzio Proplast, Sagat, ENECOM, Sydera e Bee Studio.

A riguardo è molto interessante l’articolo dello scorso 26 giugno 2008 di Giuseppe Carovita (Il Sole 24 Ore) da titolo:

Metti il Sole nel motore”.

Altrettanto interessante il libro “PHYLLA –  IL SOLE A QUATTRO RUOTE

che descrive tutte le fasi che hanno portato alla realizzazione del veicolo.

Speriamo allora di vederla fra non troppo tempo anche per le strade di Torino e non solo (oltre che nell’Aeroporto di Torino-Caselle dove una piccola flotta dovrebbe debuttare verso la fine del 2010 ) per poter aggiugere allo slogan “FROM CONCEPT TO CAR” anche “FROM PROJECT TO CITIZEN”.

PS: conto di fornire periodici aggiornamenti a riguardo


UNA “FOGLIA” A 4 RUOTE: L’AUTO “LEAF” DELLA NISSAN

7 agosto 2009

Siamo abituati alle promesse riguardo alle auto elettriche, tanto che – esclusa l’auto “open source” riversimple (vedi) – non ne ho mai parlato in questo blog.

Ora sul sito de Il Corriere della Sera nella sezione “motori” Alessandro Marchetti Tricamo scrive un articolo, lo scorso 3 agosto, nel quale descrive la presentazione di Carlos Ghosn  “CEO” di NISSAN (ovvero il chief executive officer, la persona che ha la responsabilità più alta all’interno dell’azienda) della “LEAF”, la “FOGLIA”,  auto completamente elettrica che ha le caratteristiche estetiche e le prestazioni di un’automobile normale; normale dovrebbe essere anche il prezzo, visto che le batterie al litio che alimentano il motore elettrico da 80 Kw saranno date in comodato d’uso gratuito (costano circa 8.000 Euro!).

Attenzione però: nella conferenza stampa Ghosn ha dichiarato che “Porteremo (a partire da 2010) la Leaf  e le sue zero emissioni solo nei mercati in cui l’auto elettrica è supportata dai Governi dal punto di vista economico e di infrastrutture” quindi i rapporti saranno instaurati con i Governi “virtuosi”!

Speriamo che il nostro Governo sia lungimirante e che i vari progetti italiani (segnalo quello del Politecnico di Torino & Fiat con la Fiat-Phylla) si sviluppino ed abbiano successo.


ENERGIE ALTERNATIVE – SECONDA PARTE

22 aprile 2009


Senza ripetere il solito ritornello “il petrolio si sta esaurendo” si dovrebbero aumentare i finanziamenti nella ricerca di base relativa alla produzione di energia “alternativa”, oltre che alla captazione della stessa (cosa che sta avvenendo in diversa maniera in molti paesi industrializzati per le diverse energie rinnovabili: solare fotovoltaico, solare termico, energia marina e  maree, biomasse, idroelettrico, eccetera).

In particolare si dovrebbero incentivare i prototipi che studiano l’Energia Nucleare da Fusione, che potrebbe in futuro diventare una valida alternativa all’Energia Nucleare a Fissione, che è tanto dibattuta, sponsorizzata da alcuni e fortemente criticata da altri (soprattutto per il non risolto problema dello smaltimento o meglio confinamento a lungo termine delle scorie radioattive, per non citare il possibile impiego bellico dei reattori cosiddetti “veloci” o autofertilizzanti, che producono plutonio).

Breve premessa sull’Energia da Fusione: si tratta di fatto di “simulare il Sole” ovvero di innescare e far avvenire le stesse reazioni che si producono nelle stelle: estremamente difficili come si può immaginare, ma senz’altro risolutive per il facile approvvigionamento della “materia prima”.

In pratica, occorre “fondere”, far unire le molecole di due isotopi dell’Idrogeno (Deuterio e Trizio).

Il nucleo atomico che si forma ed il neutrone liberato hanno una massa totale minore della somma delle masse dei reagenti, con conseguente liberazione di un’elevata quantità di energia che conferisce al processo caratteristiche fortemente esotermiche: si sfrutterebbe tale reazione per produrre energia elettrica utilizzando apposite turbine.

Perchè è molto difficile riprodurre tali meccanismi? perché per fondere i nuclei, questi devono essere molto vicini e per “avvicinarli” occorre altissima pressione (altissima temperatura e/o altissima densità).

Da parecchi anni sono allo studio e in sperimentazione due diverse tecnologie:

1 – il confinamento magnetico (trai progetti ITER, DEMO e IGNITORvedi)

2 – l’innesco con laser di potenza ( significativo il progetto NIF – NATIONAL IGNITION FACILITY – vedi)

QUESTIONE ENERGETICA

– con l’energia da fusione si inizierebbe a risolvere la questione energetica (si può leggere l’interessante quadro generale redatto dal Prof. Giorgio Giacomelli – Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna); si avrebbe una maggiore facilità nell’approvvigionamento di acqua potabile (dissalatori più convenienti nelle zone aride) e  nella produzione del cibo (anche in serre nelle zone con difficoltà climatiche) con buona riduzione di tensioni internazionali e benefici per le popolazioni più povere del pianeta.

non trascurabili i positivi impatti sull’ambiente:

o si otterrebbe una drastica riduzione dell’emissione di CO2, che come è noto è il gas principale responsabile dell’effetto serra ;

o potranno diffondersi veicoli elettrici per la mobilità cittadina nella prima fase, contribuendo in maniera decisiva alla diminuzione dellinquinamento urbano ;

o potrà essere più facile riciclare i rifiuti”: tale azione sarà fattibile in quanto si potranno prevedere prodotti/imballaggi anche più “costosi” in termini energetici nella fase di produzione, ma più facilmente smaltibili);

– La paventata “guerra del Litio” (usato nelle batterie di nuova generazione, per auto soprattutto, e diffuso in zone limitatissime del pianeta – in un paio di località del Sud America, in particolare in Bolivia, che ha il 50% delle attuali riserve mondiali – dovrebbero essere scongiurate dalle celle a combustibile (Fuel Cell) che dovrebbero produrre elettricità “bruciando” direttamente l’idrogeno.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.